Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): cosa sono, categorie e obblighi
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Gen, 2026
I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono tutte le attrezzature che un lavoratore indossa o utilizza per proteggersi da uno o più rischi per la salute e la sicurezza durante l’attività lavorativa. Il loro utilizzo è disciplinato dal Titolo III, Capo II del D.Lgs. 81/08, che stabilisce quando sono obbligatori, chi deve fornirli e quali requisiti devono possedere.
In questa guida trovi tutto quello che serve per orientarti: cosa sono i DPI, come sono classificati nelle tre categorie previste dalla normativa, chi ha l’obbligo di fornirli, quali doveri ha il lavoratore e come funziona il verbale di consegna.
Indice dei contenuti
ToggleQuando i DPI sono obbligatori e a cosa servono
Un DPI si definisce tale quando viene indossato o tenuto dal lavoratore per proteggerlo da uno o più rischi che potrebbero minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro. I DPI vanno usati solo quando i rischi non possono essere eliminati o sufficientemente ridotti con misure tecniche di prevenzione collettiva, con metodi di organizzazione del lavoro o con procedure alternative.
In pratica, i DPI rappresentano l’ultima linea di difesa, non la prima: prima si interviene sull’organizzazione e sugli ambienti di lavoro, poi si protegge il singolo lavoratore. Questa gerarchia delle misure di prevenzione emerge direttamente dal Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che ogni azienda deve redigere per individuare i pericoli presenti e stabilire le contromisure più adeguate, DPI compresi.
A cosa servono i DPI, quindi? A ridurre l’esposizione a rischi residui che non è possibile eliminare in altro modo: agenti chimici, rumore, cadute dall’alto, urti, tagli, agenti biologici.
Le categorie di DPI: I, II e III categoria
Il Regolamento UE 2016/425 suddivide i DPI in tre categorie, in base al livello di rischio da cui proteggono. Questa classificazione determina anche il livello di certificazione richiesto al fabbricante e, per la categoria III, l’obbligo di formazione specifica per chi li utilizza.
DPI di prima categoria
Proteggono da rischi minimi, cioè da lesioni superficiali o reversibili che il lavoratore può percepire in tempo utile. Esempi: guanti da giardinaggio, occhiali da sole, grembiuli leggeri, guanti per la pulizia di superfici non aggressive.
DPI di seconda categoria
Comprendono tutti i DPI che non rientrano né in prima né in terza categoria. È la categoria più ampia e generica: guanti da lavoro standard, calzature di sicurezza non specialistiche, elmetti da cantiere, occhiali protettivi generici, mascherine per polveri non tossiche.
DPI di terza categoria
Sono i dispositivi che proteggono da rischi gravi, con conseguenze irreversibili o mortali, che il lavoratore non è in grado di percepire tempestivamente. Per questo motivo richiedono una certificazione più rigorosa e, obbligatoriamente, formazione e addestramento specifico con prova pratica.
Ecco l’elenco dei DPI di terza categoria più comuni:
- imbracature anticaduta e sistemi di arresto caduta, per i lavori in quota, il cui uso corretto richiede la frequenza di un corso per lavori in quota;
- autorespiratori e maschere a pieno facciale, per atmosfere pericolose o carenti di ossigeno, tipici degli interventi in ambienti confinati, per cui è previsto un corso specifico per operatori in spazi confinati;
- tute e indumenti contro agenti chimici pericolosi;
- guanti e indumenti di protezione contro il rischio elettrico;
- DPI contro il rischio di annegamento, ad esempio i giubbotti salvagente in ambito lavorativo.
| Categoria | Tipo di rischio | Certificazione | Formazione |
|---|---|---|---|
| I | Minimo | Autocertificazione del fabbricante | Informazione base |
| II | Intermedio (non I, non III) | Esame UE del tipo | Informazione e istruzioni d’uso |
| III | Grave, irreversibile o mortale | Esame UE del tipo + controllo qualità | Formazione e addestramento obbligatori con prova pratica |
Chi fornisce i DPI ai lavoratori
La normativa è chiara su questo punto: è il datore di lavoro a dover fornire i DPI necessari, individuandoli sulla base della valutazione dei rischi aziendali, sentiti il medico competente e il RSPP. I DPI devono essere consegnati a titolo gratuito: il lavoratore non può essere tenuto ad acquistarli di propria iniziativa, né il datore di lavoro può scaricare questo costo sul dipendente.
Il datore di lavoro deve inoltre garantire che i DPI siano mantenuti in condizioni di efficienza, sostituiti quando necessario e adeguati alle taglie e alle caratteristiche fisiche di chi li indossa.
Requisiti e marcatura dei DPI
Perché un DPI sia conforme e utilizzabile in azienda, deve rispettare alcuni requisiti fondamentali:
- l’adeguatezza al rischio, che deve essere scelto in base al rischio specifico presente in azienda, senza crearne di nuovi;
- l’ergonomia, che deve rendere il DPI adattabile alla persona, comodo da indossare e compatibile con altri DPI in caso di rischi multipli;
- la marcatura CE e la nota informativa, che ogni DPI deve riportare in lingua italiana con nome e indirizzo del fabbricante;
- le istruzioni d’uso, che il fabbricante deve fornire per l’uso corretto, la pulizia, la manutenzione, la revisione e la scadenza del dispositivo.
Nel caso di esposizione a prodotti chimici, è obbligatoria una valutazione preventiva del rischio: quando il rischio supera una determinata soglia, la normativa impone di adottare misure per ridurlo o eliminarlo, rendendo l’uso dei DPI obbligatorio.
Obblighi del datore di lavoro sui DPI
Il D.Lgs. 81/08 attribuisce al datore di lavoro una serie di obblighi precisi:
- individuare i rischi presenti e scegliere i DPI più adeguati, sentito il medico competente e il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP);
- fornire i DPI ai lavoratori a titolo gratuito;
- assicurarsi che i DPI siano mantenuti in buono stato ed eventualmente sostituiti;
- formare e, dove previsto, addestrare i lavoratori all’uso corretto dei DPI;
- vigilare affinché i DPI vengano effettivamente utilizzati.
Obblighi e diritti dei lavoratori
Anche il lavoratore ha responsabilità specifiche: deve utilizzare i DPI messi a disposizione in conformità alla formazione ricevuta, averne cura, segnalare eventuali difetti o malfunzionamenti e non apportare modifiche di propria iniziativa. Il mancato utilizzo dei DPI forniti dall’azienda può comportare responsabilità disciplinari. In caso di dubbi o criticità, il lavoratore può sempre rivolgersi al proprio Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
Verbale e modulo di consegna DPI: a cosa servono
Ogni volta che un DPI viene assegnato a un lavoratore, è buona prassi, e in molti casi necessario ai fini della tracciabilità e della tutela legale dell’azienda, documentare la consegna attraverso un apposito verbale o modulo.
Il verbale di consegna DPI dovrebbe riportare almeno:
- dati del lavoratore e mansione svolta;
- elenco dei DPI consegnati, con categoria di appartenenza;
- data di consegna ed eventuale data di scadenza o sostituzione;
- dichiarazione del lavoratore di aver ricevuto la formazione necessaria all’uso;
- firma di entrambe le parti.
Questo documento è utile sia per dimostrare, in caso di controllo o infortunio, che l’azienda ha adempiuto ai propri obblighi, sia per tenere sotto controllo scadenze e necessità di sostituzione dei dispositivi, specialmente per i DPI di terza categoria che richiedono verifiche periodiche.
[Qui è possibile inserire un link a un modello scaricabile in PDF o Word del verbale di consegna DPI, se disponibile, per offrire uno strumento pratico immediatamente utilizzabile dal lettore.]
DPI per settore: esempi pratici
Il tipo di DPI da utilizzare cambia in base al settore e ai rischi specifici dell’attività svolta. Ecco alcuni esempi pratici per i contesti più comuni:
- nelle pulizie servono guanti resistenti agli agenti chimici, mascherine contro vapori e polveri, occhiali protettivi e calzature antiscivolo;
- in agricoltura servono guanti da lavoro, occhiali di protezione, calzature di sicurezza, protezioni per l’udito e dispositivi per lavori in quota, ad esempio per la potatura;
- nei cantieri e in edilizia servono elmetti, calzature antinfortunistiche con puntale, guanti pesanti, protezioni per l’udito e, per i lavori in quota, imbracature anticaduta di terza categoria; nei cantieri con più imprese presenti, i DPI vanno inoltre coordinati a livello contrattuale attraverso il DUVRI, il documento che gestisce i rischi da interferenza tra le diverse aziende;
- in sanità e nel settore alimentare servono guanti monouso, mascherine, camici, calzature idonee e copricapo, in linea anche con i requisiti igienico-sanitari HACCP.
DPI anticaduta e lavori in quota
Chi opera in altezza, in edilizia, manutenzione, agricoltura o installazione di impianti, deve utilizzare DPI anticaduta di terza categoria, come imbracature e sistemi di ancoraggio certificati. Per questi dispositivi la normativa richiede una formazione teorico-pratica specifica e verifiche periodiche di funzionamento: il nostro corso per lavori in quota forma gli operatori all’uso corretto di imbracature e sistemi anticaduta, con prova pratica in aula.
Formazione e addestramento all’uso dei DPI
Non basta fornire i DPI: la normativa richiede che i lavoratori siano formati sul loro corretto utilizzo e, per i DPI di III categoria (es. imbracature anticaduta, autorespiratori), è previsto anche un addestramento specifico con prova pratica, da ripetere periodicamente. Il nostro corso di formazione generale per i lavoratori comprende anche la parte dedicata all’uso corretto dei DPI in base alle mansioni svolte.
Sanzioni per mancata fornitura o utilizzo dei DPI
Il mancato rispetto degli obblighi sui DPI comporta sanzioni sia per il datore di lavoro (che non fornisce i dispositivi adeguati) sia per il lavoratore (che non li utilizza correttamente), con conseguenze che vanno dalla sanzione amministrativa fino a responsabilità più gravi in caso di infortunio.
Come scegliere i DPI corretti per la propria azienda
La scelta dei DPI corretti parte sempre da una valutazione dei rischi specifica per l’attività svolta, da effettuare con il supporto di RSPP e medico competente. Non esiste un DPI “universale”: ogni mansione e ogni ambiente di lavoro richiede una combinazione specifica di dispositivi, correttamente categorizzati e documentati. Per i DPI di terza categoria serve inoltre una formazione mirata, come quella prevista nei nostri corsi di sicurezza sul lavoro in presenza.
Se vuoi individuare con precisione quali DPI devono essere forniti al personale della tua azienda, contattaci per una consulenza personalizzata: analizziamo i rischi specifici della tua attività e ti indichiamo i dispositivi adeguati alle normative vigenti.
Domande frequenti sui DPI
Chi fornisce i DPI ai lavoratori?
È il datore di lavoro a dover fornire i DPI necessari, a titolo gratuito, sulla base della valutazione dei rischi aziendali.
Quali sono le categorie di DPI?
I DPI si dividono in tre categorie in base al livello di rischio: prima categoria (rischi minimi), seconda categoria (rischi intermedi) e terza categoria (rischi gravi, irreversibili o mortali).
Quali sono i DPI di terza categoria?
Sono i dispositivi che proteggono da rischi gravi come cadute dall’alto, atmosfere pericolose o esposizione a sostanze chimiche gravi: imbracature anticaduta, autorespiratori, tute contro agenti chimici pericolosi.
A cosa servono i DPI?
Servono a proteggere il lavoratore da rischi residui per la salute e la sicurezza che non possono essere eliminati con misure di prevenzione collettiva o organizzativa.
Come si compila il verbale di consegna dei DPI?
Deve riportare i dati del lavoratore, l’elenco dei DPI consegnati con relativa categoria, la data di consegna, la dichiarazione di avvenuta formazione e la firma di entrambe le parti.
Quando è obbligatorio l'uso dei DPI?
Quando un rischio per la salute o la sicurezza non può essere eliminato o sufficientemente ridotto con misure tecniche o organizzative alternative.
Se desideri scoprire quali DPI devono essere forniti al personale della tua azienda, contattaci senza impegno per una consulenza personalizzata.
La sicurezza sul lavoro è una priorità, e conoscere i DPI giusti è il primo passo verso un ambiente di lavoro più sicuro.




