Manuale HACCP Cagliari

Manuale HACCP Cagliari, devi fare o aggiornare il Manuale?

Siamo a tua disposizione 😉. 

Infatti ti voglio parlare del manuale di autocontrollo HACCP e della sua applicazione nella tua attività.

L’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) inoltre è un sistema di autocontrollo igienico-sanitario che gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) sono obbligati ad applicare per legge.

Difatti il sistema serve a prevenire l’insorgere di problemi igienici e/o sanitari, cioè monitora la corretta applicazione delle norme durante le fasi di produzione, soprattutto durante la manipolazione e vendita degli alimenti da parte degli addetti.

In ogni caso chiunque lavori a stretto contatto con cibi e bevande, oltre alle aziende che operano nel settore alimentare, sono tenute a rispettare la normativa HACCP tramite un’apposita certificazione.

D’altra parte in questo articolo voglio spiegarti cosa facciamo quando elaboriamo il manuale HACCP Cagliari per le aziende del settore alimentare.

Autocontrollo e sistema HACCP: facciamo chiarezza.

In ogni caso è bene chiarire che i concetti di autocontrollo e sistema HACCP non sono sinonimi.

Cioè l’autocontrollo è l’obbligatorio da parte ti tutti gli Operatori del Settore Alimentare a qualunque livello all’interno della filiera (dal produttore passando per la ristorazione e distribuzione).

L’Hazard Analysis and Critical Control Points, invece, è un sistema che permette l’applicazione di tale autocontrollo: si tratta, di uno strumento che consente agli OSA di conseguire un livello più elevato di sicurezza alimentare.

L’implementazione di un sistema HACCP viene dunque certificato redigendo uno specifico manuale, che racchiude tutte le azioni e le verifiche necessarie per gestire correttamente:

  • Produzione;
  • Somministrazione;
  • Vendita degli alimenti;
  • Trasporto;
  • Stoccaggio;
  • commercializzazione;

Questo manuale di autocontrollo è obbligatorio per tutte le imprese in cui si lavorano, depositano, somministrano, confezionano o imballano generi alimentari.

Deve essere sempre presente in azienda, opportunamente redatto e aggiornato, perché si tratta della documentazione da fornire agli organi di controllo per eventuali verifiche.

Sistema HACCP: cos’è e come si applica.

L’obiettivo dell’HACCP è garantire la sicurezza degli alimenti in tutte le fasi della catena alimentare, secondo quanto stabilito dal regolamento CE 852/2004, tutte le imprese del settore sono obbligate ad adottarlo.

L’elaborazione di un piano di autocontrollo HACCP si basa sull’applicazione di sette regole principali:

  1. L’individuazione dei pericoli e analisi dei rischi;
  2. Intercettare i CCP (punti di controllo critici);
  3. Definizione dei limiti critici;
  4. Descrizione delle attività di monitoraggio (mediante rilevazioni manuali o verifiche di parametri specifici);
  5. Esplicitazione delle azioni correttive (per i punti critici che superano i limiti stabiliti);
  6. Chiarimenti sull’attività di verifica (che accertino l’efficacia delle misure adottate);
  7. Gestione della documentazione.

Nel manuale andrà indicata una persona di riferimento come responsabile del piano di autocontrollo aziendale.

Anche i dipendenti, comunque, sono tenuti ad essere in possesso di un attestato obbligatorio, che possono ottenere frequentando un corso HACCP ONLINE specifico per il settore FOOD, scarica GRATIS il video corso, clicca qui.

Il percorso formativo è finalizzato a garantire che il dipendente sia a conoscenza delle nozioni basilari in materia di igiene alimentare, permettendogli di operare nel modo corretto e senza creare situazioni di rischio per la salute delle persone.

 

Sanzioni HACCP.

Il D.Lgs. 193/2007 e nello specifico l’articolo 6 elenca le sanzioni pecuniarie stabilite della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti. 

L’art. 6 fornisce il piano sanzionatorio per gli enti di controllo.

La mancata o non corretta applicazione del Piano di Autocontrollo HACCP prevede delle sanzioni amministrativa e pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro.

Le sanzioni vengono emesse immediatamente (non è più previsto il termine di prescrizione di 120 giorni per gli adempimenti).

Unica eccezione, per quanto riguarda le prescrizioni, nel caso in cui il Manuale HACCP sia presente e correttamente applicato, ma carente rispetto l’attività svolta.

In generale, il mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza alimentare può portare anche a sanzioni ben più gravi.

Solo per citarne alcune:

  1. Chi effettua attività di macellazione, produzione e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti indicati viene sospesa o revocata o punito con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda fino a euro 150.000;

  2. Tutti coloro che effettuano attività in stabilimenti/locali/laboratori diversi da quelli autorizzati o notificati è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000;

  3. L’OSA (operatore del settore alimentare) che non rispetta i requisiti generali in materia di igiene viene punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.500;

  4. La mancata o non corretta applicazione dei sistemi è punito con la sanzione da euro 1000 a euro 6.000;

  5. L’OSA (operatore del settore alimentare) che omette di indicare sull’etichetta del prodotto il numero di riconoscimento dello stabilimento è punito con la sanzione da euro 500 a euro 3.000;

  6. Chiunque immette in commercio carni fresche refrigerate o congelate senza la bollatura sanitaria è punito con la sanzione da euro 3.000 a euro 18.000;

  7. Chiunque trasporta lotti di molluschi bivalvi vivi senza il documento di accompagnamento è punito con la sanzione da euro 1.000 a euro 6.000;

  8. Chi immette sul mercato molluschi bivalvi vivi senza che gli stessi transitino per un centro di spedizione, è punito con la sanzione da euro 1.000 a euro 6.000;

  9. Coloro che immettono sul mercato molluschi bivalvi vivi, diversi dai pettinidi, provenienti da una zona non classificata dalle autorità competenti, è punito con la sanzione da euro 2.000 a euro 12.000;

  10. Qualunque azienda che immette sul mercato molluschi bivalvi vivi, provenienti da zone giudicate non idonee o precluse dalle autorità competenti, è punito con la sanzione da euro 5.000 a euro 30.000.

CONTATTACI ORA, SIAMO A DISPOSIZIONE