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ALLERGENI ALIMENTARI: Facciamo chiarezza su come indicarli

ALLERGENI ALIMENTARI: Facciamo chiarezza su come indicarli

ALLERGENI ALIMENTARI milioni di persone in Europa soffrono per allergie o intolleranze alimentari.

Un problema serio, dato che lo shock anafilattico provocato da esse nei casi più gravi porta alla morte.

L’Europa ha cercato di rimediare al pericolo e lo ha fatto con il Regolamento UE 1169/2011, che obbliga chi produce e vende prodotti alimentari ad indicare gli allergeni utilizzati nei loro ingredienti.

La norma presenta tuttavia una lacuna, per quanto riguarda i prodotti della somministrazione, in quanto lascia agli Stati membri la libertà di richiedere indicazioni aggiuntive e di scegliere la forma attraverso la quale renderle  pubbliche ai consumatori.

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L’effetto fai – da – te è dietro l’angolo in casi come questo, infatti in Italia dopo un mese abbiamo potuto riconoscere la creatività tipica del nostro popolo: ultima pagina del menù con l’elenco completo riportato nel Regolamento (senza sapere in quali piatti specifici); cartelli “rivolgersi al personale”, mentre altri nel dubbio hanno preferito ignorare la normativa, affidandosi al caso o confidando nella scarsità delle risorse a disposizione degli organi di controllo.

Questo caos ha reso necessaria la stesura di una circolare di chiarimento che il Ministero della Sanità ha diffuso recentemente (circolare del 06/02/2015).

Con questa comunicazione il Ministero ha fornito indicazioni certe sulle modalità di indicazione degli allergeni per alimenti somministrati nei pubblici esercizi ( ristoranti, pizzerie, gastronomie, trattorie, agriturismi, ecc. ) , nelle mense scolastiche, aziendali e ospedaliere, nei catering, sui veicoli o su supporti fissi e mobili.

La circolare spiega che “le indicazioni possono essere riportate sui menù, su appositi registri o cartelli o su altro sistema equivalente, anche tecnologico, da tenere sempre in vista, così da consentire al consumatore di accedervi facilmente e liberamente”.

E’ doveroso ricordare che nel caso si utilizzino sistemi elettronici come “applicazioni per smartphone”, codice a barre, codice QR eccetera, questi non devono essere disposti come unici strumenti dove segnalare le informazioni sugli allergeni. Questi mezzi non sono facilmente utilizzabili da tutte le fasce di pubblico e quindi non sono sufficientemente idonei allo scopo.

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Informazioni a voce

Fermo restando che l’azienda deve avere a disposizione idonea documentazione scritta, che sia facilmente reperibile e consultabile dal consumatore e dagli ispettori, e della quale il personale deve essere a conoscenza (confermandolo per iscritto), la circolare fornisce un’altra possibilità: quella di illustrare “a voce” ai propri clienti gli allergeni utilizzati nella preparazione degli alimenti somministrati.

L’obbligo richiesto dall’articolo 44, paragrafo 2, del Regolamento UE 1169/2011, è dunque assolto anche nel caso in cui l’operatore del settore alimentare esponga in modo visibile un cartello con una dicitura del tipo: “le informazioni relative alla presenza di sostanze o di prodotti che provocano allergie o intolleranze sono disponibili rivolgendosi al personale in servizio”, oppure con la dicitura: “per qualsiasi informazioni su sostanze e allergeni è possibile consultare l’apposita documentazione che verrà fornita dal personale in servizio su richiesta”.

Facciamo notare che la Circolare lascia ai gestori libertà di scelta sulla modalità da usare per informare il consumatore finale, avvalendosi della soluzione da loro reputata più opportuna secondo la propria organizzazione e dimensione aziendale.

Un esempio di come ciò potrà avvenire è evidenziando nella lista degli ingredienti dei singoli piatti la presenza degli allergeni alimentari, realizzando una tabella allergeni un elenco allergeni o una lista allergeni che elenchi le 14 categorie di allergeni alimentari previste dal Regolamento indicando le preparazioni che le contengono.

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